Articolo del mese Estetica

Tradizione & Innovazione

In un momento storico così delicato, l’unica strada percorribile sembra essere il cambiamento.

Vecchio o Nuovo?” è un dubbio amletico che arrovella il mio cervello da dieci mesi a questa parte;  periodo in cui ho lavorato incessantemente davanti a un computer, adattandomi alle necessità, passando dagli abbracci alla vicinanza emotiva, dall’on site alla DaD, dal biglietto aereo alla schedulazione di un meeting su zoom, senza perdere tuttavia la speranza di rivedere le mie allieve al di fuori di questo rettangolo (perché un’aula vera è meglio di un’aula virtuale!).

Sono stati mesi di introspezione in cui ho letto, studiato, recitato mantra come un monaco tibetano, abbracciato sane abitudini e tagliato via i rami secchi. 

Nei webinar seguiti in tarda serata, come dischi rotti inebetiti scorrono immancabilmente i racconti sul triste epilogo di Blockbuster, Kodak e Nokia, seguiti da citazioni ormai stucchevoli “sull’unica specie che sopravvive” e “sulla crisi che genera il progresso”. 

Tutto ciò mi ricorda puntualmente che non è mai abbastanza quel che si fa per essere delle persone al passo coi tempi, che a quarant’anni suonati parlo l’inglese peggio del personaggio in video sulla Brexit e che, anche oggi, il mio sito lo aggiornerò domani e così le pagine social.

Eppure, io stessa ho sempre parlato di necessità di rinnovamento per emergere in un mercato così concorrenziale.

Eppure, io stessa ho rimarcato la necessità di attualizzare il metodo di lavoro, per rispondere alle esigenze del cliente.

Eppure, io stessa ho ripetuto allo sfinimento di ampliare il bacino di competenze, perché quelle tecniche sono insufficienti per essere una vera professionista del settore.

La risposta al dubbio iniziale sarebbe di certo “Nuovo”, considerate anche le tendenze del momento storico, dove a farla da padrona è la tecnologia. 

Quel che mi domando è se sia possibile portare avanti la tradizione innovando. Insomma, siamo sicuri che sia possibile innovare senza la tradizione? Siamo certi che sia possibile il nuovo senza il vecchio?

 Penso a quanto le più importanti idee filosofiche, benché innovative, affondino le proprie radici nella tradizione aristotelica; a quanto diverse basi musicali, utilizzate dai rapper o dai pop singers, seppur arrangiate in chiave moderna, rimangano canzoni di successo del passato.

E mi viene in mente il modello di diagnosi estetica che prende spunto dall’approccio olistico di Ippocrate di Cos del IV secolo a.C, attualissimo ancor oggi. 

Nel settore del benessere, così olistico e interdisciplinare, dove si incontrano scienza e arte, tradizione e innovazione, non è facile capire se il segreto dell’evoluzione sia scritto nel futuro o nel passato. 

Di certo la rincorsa all’innovazione, per la fretta di cambiare o per uscire dalla fase di criticità dall’oggi al domani, oltre ad essere un ragionamento limitativo, potrebbe far incappare in una via apparentemente facile e illusoria, che non necessariamente porterà ad un’evoluzione. 

Un esempio può essere rappresentato dall’utilizzo degli skin analyzer per la valutazione dei tessuti cutanei. Premettendo di essere una grande sostenitrice di questi device, nondimeno non mi spiego il perché in molti casi abbiano totalmente sostituito le fasi di anamnesi, di osservazione e di ispezione dei tessuti eseguiti dall’estetista, momenti cruciali per creare un’interazione proficua con il cliente e per far emergere la professionalità dell’operatore. L’utilizzo del dispositivo, in questo caso, non dovrebbe essere altro che il perfezionamento di un’indagine già avviata, un ulteriore indizio per “l’investigatore” che ha la responsabilità di conoscere più dati possibili per risolvere un caso: l’inestetismo. Allo stesso modo, è una promessa messianica demandare esclusivamente ad un’apparecchiatura, sebbene di ultima generazione e di indubbia validità, il successo di un percorso professionale.  

Parlando con giovani allieve che si affacciano al settore beauty, mi rendo conto che spesso si rifiutano alcuni valori positivi dell’Estetica tradizionale, forse perché considerati anacronistici o forse perché provenienti da consuetudini che, benché suffragate, sono state surclassate dalla tecnologia, dimenticando che la tradizione rappresenta la nostra identità, le nostre radici. 

Innovazione e tradizione non sono necessariamente due concetti antitetici: quando s’innova, non si crea niente di nuovo, ma si continua, si mantiene e si rinnova una tradizione.

 

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